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Los leones pueden ser muy agresivos y sus dientes mortales

Blog del Padre Fortea - 7 hours 37 min ago


Aunque en este blog me gusta compartir cosas positivas, una de las cosas que más pena me da en la vida es la de un hombre de más de cuarenta años que haya sido despedido y se encuentre a esas alturas sin ninguna perspectiva laboral. En paro o con empleos temporales de mera subsistencia. Habiendo conocido el matrimonio, pero ya separado y sin hijos. A veces sin techo propio, alquilando, mientras pueda, una habitación.
Que un hombre haya trabajado toda su vida para acabar viviendo en una habitación, sin ninguna perspectiva laboral, es algo que me rompe el corazón. La soledad, la falta de ilusión, como si lo que quedara de vida fuera un triste apéndice a tiempos más felices. Como si cualquier futuro fuese un mero descendimiento hacia una etapa todavía más infeliz, más enferma, más solitaria.
La sociedad debería hacer algo. Algo que no se limita a meras limosnas. Las parroquias grandes sí que tienen voluntarios y locales para hacer algo por ellos. Algo que no se limite a dar una limosna. Un lugar donde se puedan reunir y tener aficiones, recibir consejo y que otras personas les den calor humano.
Ahora se acerca ya otra etapa de crisis económica. De eso ya no hay ninguna duda. La recesión dejará a millones de personas sin la ilusión de vivir. Qué triste.
En el pasado dediqué varios post acerca de cómo combatir a gran escala la pobreza en nuestras sociedades europeas del siglo XXI. Pero mis ideas parten de una pérdida de ilusión por la Humanidad. Los seres humanos siguen encauzados por las estructuras del Poder, cuyos grupos dominantes solo se preocupan de sus más pequeños y míseros intereses.

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ASIA/PAKISTAN - Un cristiano assolto dopo un processo per blasfemia

Agencia FIDES - 11 hours 42 min ago
Kasur - Il cristiano Pervaiz Masih, accusato di blasfemia il 1° settembre 2015 e processato per quel presunto reato, è stato assolto il 15 gennaio scorso ed è libero: lo comunica all'Agenzia Fides l'avvocato
Aneeqa Maria Anthony, responsabile della organizzazione pakistana "The Voice Society", che cura l'assistenza legale e sociale di cristiani vittime di discriminazioni e ingiustizie.
"Quello di Pervaiz Masih - comunica a Fides Aneeqa Maria Anthony - è uno dei rari casi di accuse di blasfemia in cui l'imputato ha ottenuto la libertà provvisoria su cauzione. Ci sono voluti tre lunghi anni per concludere il processo. Pervaiz Masih e la sua famiglia hanno sofferto molto e hanno perso la figlia di tre anni. Secondo nostre informazioni, gli accusatori potrebbero averla uccisa, affogandola, per punire Pervaiz e la sua famiglia, data la supposta blasfemia da loro commessa contro il Profeta". Anche la moglie dell'uomo, Zarina, è stata percossa e torturata dalla polizia durante l'interrogatorio, per indurre una confessione. Pervaiz e la sua famiglia sono dovuti rimanere nascosti durante tutti questi anni dopo essere stati accusati di blasfemia. Il tribunale ha tuttavia accolto la richiesta di assoluzione depositata dal gruppo di esperti legali della nostra organizzazione The Voce Society, anche se i denuncianti potrebbero ricorrere in appello". Ma, pur se ora è libero e assolto dalle accuse "per i fanatici egli resta un bestemmiatore e questa accusa seguirà il suo destino", nota l'avvocato.
L'avvocato rileva: "Pervaiz è stato rilasciato, dopo tre anni di carcere e di sofferenza, perché abbiamo dimostrato che non c'erano prove contro di lui e il suo caso è stato affrontato seriamente dalla difesa. The Voice ha fatto rilasciare molte persone dalle accuse di blasfemia in passato e continuerà ad aiutare gli innocenti anche in futuro". Aneeqa conclude: "A nome della famiglia Pervaiz, voglio ringraziare tutti i nostri partner e donatori in tutto il mondo che hanno supportato questo caso con aiuti concreti e preghiere".
Pervaiz Masih era stato arrestato nel distretto di Kasur il 2 settembre 2015 scorso per presunta blasfemia in seguito a una controversia privata con un uomo musulmano, Haji Jamshed, sulla vendita di materiale edile. Grazie agli avvocati del team "The Voice Society", gli era stata poi concessa la libertà su cauzione. Kasur è una delle zone più conservatrici del Punjab, ed è molto pericoloso contestare un caso di blasfemia in tale area.
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AFRICA - La preghiera per l’unità dei cristiani in Africa è una realtà quotidiana

Agencia FIDES - 12 hours 20 min ago
Kara – “In Africa l'unità dei cristiani è una realtà vissuta nella vita di tutti i giorni. Nel nostro continente viene vissuta in famiglia, prima ancora che nelle chiese”: lo dice all’Agenzia Fides padre Donald Zagore, teologo ivoriano della Società per le Missioni Africane in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. “Cercate di essere veramente giusti” è il tema scelto per la Settimana, promossa dal Consiglio ecumenico delle Chiese e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani in corso dal 18 al 25 gennaio.
“Le nostre famiglie africane sono molto spesso famiglie composte da persone di diverso credo religioso, eppure la coesione familiare non manca. Questa Settimana di preghiera rappresenta per noi un'opportunità per riaffermare ciò che già sperimentiamo quotidianamente aggiungendo un carattere più festoso e percettibile attraverso la preghiera ecumenica in diversi luoghi di culto”, osserva p. Zagore.
“L’incontro per celebrare insieme quell’unione che gli africani vivono nelle rispettive famiglie – prosegue il missionario – trova la sua attuazione spirituale anche frequentando luoghi di culto diversi nel corso della Settimana. Cristo non divide, l'essenza del suo Vangelo consiste essenzialmente nell'amare Dio più di ogni altra cosa e amare il prossimo come se stessi. Ciò che ci divide sono le ideologie religiose malsane che a volte imponiamo a noi stessi e che finiamo per imporre agli altri come verità assolute. La più grande tragedia della nostra umanità è la guerra che si conduce nel nome di Dio”.
P. Zagore conclude: “L’essenza del cammino ecumenico, o la migliore forma di ecumenismo, è vivere la propria storia di fede nella verità del Vangelo di Gesù Cristo. In Africa l'esperienza ecumenica, già vissuta nel contesto familiare, serve a rafforzare la fede anche al di fuori della famiglia e ad essere lievito di bene nella società”.



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ASIA/PAKISTAN - I giovani, promotori di pace e armonia

Agencia FIDES - 12 hours 34 min ago
Karachi - "Dobbiamo promuovere la pace attraverso l'amicizia e la comunione tra giovani che appartengono a varie religioni, etnie e culture. L'arte e la cultura possono essere uno strumento utile per promuovere l'unità, la pace e l'armonia sociale tra i giovani". Lo ha detto Kashif Anthony Javeed, coordinatore della Commissione nazionale di Giustizia e Pace dell'Arcidiocesi di Karachi, parlando a un recente seminario sul tema "Il ruolo dei giovani nella promozione della pace e dell'armonia" organizzato dalla Caritas Pakistan in collaborazione con la Ong "Christian Social Services".
Kashif Anthony ha affermato: "Voi giovani dovete essere cittadini attivi e lavorare per la promozione dell'unità, della pace e dell'armonia". I giovani, ha rimarcato, "sono i veri responsabili del cambiamento nella società e i giovani possono svolgere un ruolo vitale nella nazione".
P. Asif John, prete cattolico, ha notato che "il fattore-chiave per la vita dei giovani è l'istruzione, che consente di svolgere un ruolo importante nello sviluppo di una buona società. L'educazione non solo facilita il nostro apprendimento, le nostre conoscenze e le nostre capacità, ma genera anche una mente e una personalità pacifiche". E ha detto che "per portare la pace nella società è essenziale lottare contro presenza di ingiustizie e corruzione". P. John ha aggiunto: "Vivendo i valori di amore, speranza, unità, pace e rispettandosi l'un l'altro, i giovani possono facilmente coltivare l'unità, la pace e l'armonia nella nostra società, offrendo un esempio di convivenza tra gente di fedi diverse".
Mansha Noor, Segretario esecutivo della Caritas di Karachi, ha dichiarato: "La pace è una urgenza della società del Pakistan. Il paese non sta solo combattendo il terrorismo ma anche la discriminazione e la violenza etnica e religiosa. Il progetto 'Gioventù per la pace' è stato lanciato da Caritas Pakistan per raggiungere i giovani e allenarli ad essere autentici costruttori di pace. La nostra missione è formare i giovani ad essere annunciatori di pace e armonia".
La Caritas condivide questo progetto con altre Ong di ispirazione cristiana e con i mass media. Faraz Nasir, uno dei giovani partecipanti al seminario, parlando a Fides ha dichiarato: "I giovani, che utilizzano i social media attivamente, possono facilmente promuovere il messaggio di pace e armonia usando tali strumenti moderni. E' nostro compito lavorare per raggiungere il maggior numero possibile di persone con un messaggio di pace di convivenza, per il futuro della nazione".
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AMERICA/PERU’ - Un anno dopo la visita di Papa Francesco, la corruzione continua ad essere il problema più grave

Agencia FIDES - 13 hours 32 min ago
Trujillo – Con una messa solenne e l'incoronazione dell'immagine della “Vergine Immacolata della Porta”, di Otuzco, nel distretto di Salaverry, ieri, domenica 20 gennaio, è stato commemorato il primo anniversario della visita pastorale di Papa Francesco a questa città. Le informazioni inviate a Fides da padre Raymundo Claudio Delgado, Vicario generale dell'Arcidiocesi di Trujillo, evidenziano questa importante celebrazione liturgica svoltasi nella Basilica Cattedrale di Trujillo, in cui l'Arcivescovo di Trujillo e presidente della Conferenza Episcopale del Perù, Mons. Miguel Cabrejos Vidarte OFM., ha incoronato la “Vergine della Porta”, portata da Salaverry, rievocando l'incoronazione che il Santo Padre aveva fatto alla "Mamita" di Otuzco, proclamandola "Madre della Misericordia e della Speranza".
“La nostra Arcidiocesi, desiderando festeggiare con gioia questo primo anniversario della storica visita del Santo Padre e dell'incoronazione della Vergine Immacolata della Porta di Otuzco, ha promosso per questa domenica, la Messa solenne nella Basilica Cattedrale e la Processione, dalla Plaza de Armas della nostra città, quindi invitiamo tutti i fedeli a partecipare con grande gioia a questo primo anniversario della visita del Santo Padre" aveva detto padre Delgado a Fides due giorni fa.
La visita del Papa in Perù ha segnato molto la partecipazione della Chiesa cattolica alla vita politica e sociale del paese. E’ noto l’incontro con i Vescovi del Perù, un anno fa a Lima, quando il Santo Padre chiese: “Cosa succede in Perù, quando un presidente finisce il mandato lo inviano in carcere?” A questa domanda, la Conferenza episcopale aveva risposto nel marzo seguente con una dichiarazione molto articolata nella quale si leggeva: “Vediamo un processo sistematico di corruzione causato dal divorzio tra etica e politica, rafforzato da ambizioni personali e di gruppo, esacerbato dall'impunità e maltrattato da un sistema che ignora la giustizia. Ciò richiede qualcosa di più della semplice verifica: Abbiamo raggiunto un punto di rottura politica: un nuovo inizio richiede non solo un cambio di comando ma anche il recupero etico e morale del paese a tutti i livelli, perché alti livelli di corruzione rubano la speranza, specialmente dei poveri e dei giovani ".
Questa celebrazione commemorativa avviene alla fine della 113ª Assemblea dell'Episcopato, che anch’essa si è consacrata, insieme al popolo peruviano, alla Beata Vergine Maria, davanti all'immagine della Vergine di Fatima, a un anno della visita di Papa Francesco.

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EUROPA/POLONIA - I Cantori della Stella dell’Infanzia Missionaria per la prima volta al Senato della Repubblica

Agencia FIDES - 15 hours 6 min ago
Varsavia - Per la prima volta nella storia, i Cantori della Stella, i bambini della Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria , si sono recati in visita al Senato e alla Camera dei deputati della Repubblica polacca. Il 16 gennaio infatti sono stati accolti dal Maresciallo del Senato polacco, Stanislaw Karczewski, secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides dalla Direzione nazionale delle Pontificie Opere Missionarie della Polonia.
Il presidente del Senato polacco, dopo aver dato il benvenuto ai bambini, ha detto: “Grazie per essere venuti e per il vostro esempio di impegno nei confronti dei bambini di tutto il mondo”. I bambini, che hanno portato al Senato la buona notizia di Gesù che nasce, provenivano da Gliwice-Bojkowo, dalla scuola elementare numero 8, ed erano accompagnati dal loro insegnante di religione, Christopher Kruszyński, da mons. Tomasz Atłas, Direttore nazionale delle POM, e da Anna Sobiech, Segretaria nazionale della POSI. Rappresentavano un grande gruppo dell’Infanzia Missionaria dalla parrocchia della Natività della Vergine Maria a Gliwice, dove da 10 anni aiutano i loro coetanei in vari paesi del mondo attraverso le Pontificie Opere Missionarie.
I piccoli missionari hanno parlato del loro impegno per aiutare quest’anno i bambini in Ruanda e in Burundi, e del miracolo del Natale: "Ogni volta che uno stende la mano per fare pace, non reagisce con malizia, vince la paura, si prende cura dei malati, condivide con i poveri i suoi beni e sostiene gli altri nei loro bisogni, allora è un piccolo Natale ". La piccola Martynka, vestita da angelo, ha aggiunto con convinzione:"Noi sentiamo questo potere di aiutare! E ne siamo testimoni e portatori. I miracoli accadono con le Pontificie Opere Missionarie!”
Alla fine della rappresentazione, i bambini hanno consegnato al Maresciallo un piccolo ricordo dell’incontro, con un messaggio di pace e di auguri. Nell’occasione tutti i partecipanti hanno visitato la sede del Parlamento e la sede nazionale delle Pontificie Opere Missionarie.
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AFRICA/MALAWI - “L’ondata di violenza rischia di compromettere il voto di maggio” avverte “Giustizia e Pace”

Agencia FIDES - 15 hours 14 min ago
Lilongwe - "L'attuale ondata di violenza politica sta determinando una situazione preoccupante che potrebbe rendere caotica la gestione del voto del 2019 e precipitare il Malawi in gravi disordini civili” afferma la Commissione Episcopale “Giustizia e Pace” del Malawi, in una dichiarazione inviata all’Agenzia Fides, nella quale si esprime la preoccupazione dei Vescovi sull’aumento dei casi di violenza nella campagna elettorale.
“La violenza politica non ha posto in nessuna società democratica e coloro che la orchestrano e la perpetrano spudoratamente devono essere condannati nei termini più forti possibili e rispondere di fronte alla legge, chiunque essi siano”.
La Commissione “Giustizia e Pace” condanna “l’incendio e la distruzione di materiali, il pestaggio e l'intimidazione dei membri dei partiti politici dell'opposizione, la diffusione di discorsi incitanti all'odio e alla discriminazione, le molestie nei confronti di giornalisti e l’impedimento agli oppositori politici di partecipare a funzioni o eventi dello Stato. Tutte azioni che sono contrarie alle aspirazioni dei cittadini del Malawi quando votarono a favore della democrazia multipartitica nel referendum del 1993”.
“Giustizia e Pace in particolare condanna con la massima fermezza l’aggressione, il 16 gennaio, di Bon Kalindo, deputato del partito d’opposizione United Transformation Movement da parte di presunti appartenenti al Democratic Progressive Party , il partito di governo.
“Giustizia e Pace” ha quindi chiesto al Capo dello Stato, Peter Mutharika, che è anche il Presidente del DPP, di condannare fermamente e apertamente la violenza politica e ha invitato tutti i leader dei partiti politici a far sì che propri simpatizzati evitino di usare un linguaggio infiammatorio e di incitamento all'odio per prevenire la violenza politica. Le elezioni presidenziali e parlamentari si terranno il 21 maggio.
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Una gárgola con la cara del papa Francisco

Blog del Padre Fortea - 20 January, 2019 - 17:24


Esta semana pasada he acabado de ver la película Life Aquatic. Es una buena película, divertida e ingeniosa. Visualmente colorida y vibrante. En el mismo género de cine, es parecida en calidad a Mordecai. Pero mucho mejor que ambas es Hotel Budapest. Esta última sí que es una gran película, las otras dos son simplemente buenas películas y ya está.
Sigo leyendo a Stephan Schweig como descanso. Pero estos dos últimos días he estado buscando escritos sobre la eternidad de Dios. Me he dado cuenta de que no se puede ir mucho más lejos de lo que fue santo Tomás de Aquino.
Recibí la visita de un antiguo compañero de Derecho Canónico de Comillas. Dimos un breve paseo en un ambiente gélido y lluvioso.
La próxima semana me sumergiré en mi libro sobre el infierno.
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El funeral de George Bush, de George Herbert Walker Bush

Blog del Padre Fortea - 19 January, 2019 - 19:01






He tardado en escribir sobre él, pero hoy quiero recordarlo. Era un hombre con una clase innata. La elegancia fue algo connatural con él. Pero de esa elegancia que nada tiene que ver con lo teatral, con lo soberbio. No, nada de eso. Todo en él respiraba sencillez. El elegante era él, no ninguna pose, ningún ademán.
Además, resultaba evidente que se trataba de un estadista tranquilo, flemático, reflexivo, inteligente. Es decir, tenía todas las características que se buscan en un jefe de Estado óptimo. Si a eso unimos su amabilidad. Estuvo metido en política, pero nunca con acritud. Sus palabras siempre eran serenas, nunca ácidas. Incluso surgió una verdadera amistad con su sucesor Clinton.
Su hijo, George W. Bush, se emocionó al hablar de su padre de un modo que nos ha emocionado a todos. Es imposible escucharle y no sentir que las lágrimas vienen a los ojos.
El funeral lo recuerdo óptimo a nivel celebrativo. Ya desde el Congreso todo había sido organizado de un modo como solo los norteamericanos saben hacerlo. El nivel de solemnidad que ellos saben infundir a estos actos nos recuerda que ellos son la nueva Roma: la escena del ataúd bajo la cúpula del Congreso, la recepción por parte del Ejército y solo del Ejército en la puerta de la Catedral, la recepción del cuerpo en la puerta del templo por parte de los obispos, los presidentes en el primer banco, etc. En los demás países, el nivel de improvisación y chapuza no es que sea más alto, es increíblemente más alto.
Por ejemplo, no vi ni un solo fotógrafo ni una sola cámara desde que llega el ataúd a la catedral hasta que vuelve a salir. Sin duda estaban allí, pero no aparecen.
A la llegada al templo solo hay militares en perfecta formación, no hay un cúmulo de gente arremolinándose. Los detalles a los que podría referirme podrían seguir. Una gran ceremonia para un hombre honesto que fue el más poderoso de la tierra durante un tiempo.
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Unidad entre Iglesias cristianas, ¿utopía?

Fe y Razón - 19 January, 2019 - 12:48
Año 15, número 713Luis-Fernando Valdés
La historia pesa sobre las Iglesias cristianas, divididas por cismas desde hace muchos siglos. Aunque perduran algunas diferencias doctrinales y organizativas, desde hace varias décadas las diversas confesiones se reúnen, cada mes de enero, para buscar la unión. ¿Qué se puede hacer hoy para que las Iglesias recuperen la unidad perdida?
El Papa Francisco y representantes de las
Iglesias ortodoxas y de la Comunión anglicana
rezaron juntos ante la tumba de San Pablo,
en Roma. (Foto: vaticannews.va)1. Un poco de historia. En 1908, el Padre Paul Wattson, ministro episcopaliano y cofundador de la Society of Atonement (Sociedad de la Expiación), instituyó un octavario de oración por la unidad de los cristianos, que se celebró por primera vez del 18 al 25 de enero de 1908, en el que participaron más de dos mil personas, católicos y episcopalianos.En la década de 1930, el octavario de oración experimentó importantes adaptaciones sobre todo por parte del abad Paul Couturier (1881–1953) de Lyon, quien para darle un nuevo impulso al ecumenismo, denominó a este octavario como “Semana de oración por la unidad de los cristianos”.En 1968, la Comisión Fe y Constitución del Consejo Ecuménico de las Iglesias y el Secretariado para la Promoción de la unidad de los cristianos de la Iglesia católica elaboraron unos textos de oración común que se distribuyeron en todo el mundo en las Iglesias y las parroquias de las diversas confesiones. (Orígenes cristianos.es)
2. El problema de la división. El Evangelio de San Juan recoge el momento en que Jesucristo piden al Padre celestial, que todos los que creen en Él “sean uno”, y mediante esta unidad las demás personas “pueden creer” también en Él (cfr. Juan 17,21).Estas palabras se ha verificado también a la inversa: la división entre los cristianos de diversas confesiones, que en siglos pasados dio pie a guerras de religión en Europa, ha sido un factor para que muchas personas se alejen de la fe o no se acerquen a las Iglesias.El camino para que la luz del mensaje de Jesús pueda ser aceptado por más personas es la unidad. Las palabras de paz y de unidad de Jesús sólo serán creíbles, si los creyentes en Él somos capaces de superar las diferencias.
3. Cristo y la unidad. En una audiencia general de enero de 2014, el Papa Francisco explicó que el nombre de Cristo crea comunión y unidad, no división. El Pontífice retomó la pregunta que San Pablo dirigía a los cristianos de Corinto: “¿Acaso está dividido Cristo?”Luego el Papa comentó: “Ciertamente Cristo no ha sido dividido. Pero debemos reconocer sinceramente, con dolor, que nuestras comunidades siguen viviendo divisiones que son de escándalo”. Y añadió: “¡La división entre nosotros los cristianos es un escándalo! No hay otra palabra: ¡un escándalo! Cada uno de ustedes – escribía el Apóstol – dice: ‘Yo soy de Pablo’, ‘yo en cambio soy de Apolo’, ‘yo de Cefas’, y ‘yo de Cristo’.” (News.va, 17 ene. 2019)
4. Una meta: reconocer los dones del otro. En la homilíadel inicio de la Semana de oración por la Unidad de los Cristianos de este año 2019, Francisco propuso ante los líderes de las diversas confesiones un consejo muy práctico: reconocer los dones que Dios ha dado a las diversas Iglesias.Es una invitación muy profunda, pues implica reconocer que Dios actúa en las diversas confesiones, mientras que muchas veces los fieles de cada Iglesia afirman que los miembros de las otras no son bendecidos por Dios.Por eso, explicó el Papa que “es posible que los dones recibidos de Dios nos vuelvan ciegos para ver los dones dados a otros cristianos”. Y añadió que es “un grave pecado empequeñecer o despreciar los dones que el Señor ha dado a otros hermanos, creyendo que no son de alguna manera privilegiados de Dios”. Y el Pontífice invitó a “reconocer el valor de la gracia concedida a otras comunidades cristianas”, ya que esto  nos llevará a desear “participar en los dones de los demás”, e implicará que el  pueblo cristiano “renovado y enriquecido por este intercambio de dones” sea un pueblo capaz de “caminar con paso firme y confiado por el camino que conduce a la unidad”.
Epílogo. La unidad entre las Iglesias cristianas beneficiará a toda la sociedad, porque establecerá un gran vínculo de fraternidad y no de división entre los ciudadanos de un mismo país que afirman creer en Jesucristo. Y esta unidad –que ya desde ahora se puede notar, si los fieles de cada confesión reconocen los dones de los otros–, animará a que más personas adopten los valores cristianos, que son un recurso moral para vivir con ética y solidaridad, valores que hoy necesita la sociedad.
@FeyRazon   lfvaldes@gmail.comhttp://www.columnafeyrazon.blogspot.com
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ASIA/PAKISTAN - Un Domenicano predica in moschea, ricordando il Grande Imam promotore della pace

Agencia FIDES - 19 January, 2019 - 05:52
Lahore - Il maulana Muhammad Abdul Qadir Azad, che ha servito i fedeli come Grande Imam nella Moschea Badshahi di Lahore per circa 30 anni, deceduto nel gennaio 2003 è stato "un grande promotore di pace e armonia interreligiosa e soprattutto del dialogo tra cristiani e musulmani. Era un grande leader religioso e amante della pace. Era ardente promotore di armonia tra diverse comunità musulmane e con le persone di altre religioni": lo ha sottolineato il Domenicano p. James Channan, direttore del "Peace center" di Lahore, predicando all'interno della moschea Badshahi, la "Moschea reale" di Lahore.
Il 18 gennaio, prima della consueta Preghiera del Venerdì, il Maulana Abdul Khabir Azad, attuale Grande Imam della Moschea di Badshahi a Lahore e figlio del compianto Abdul Qadir Azad, ha organizzato una conferenza interreligiosa per rendere omaggio a suo padre, invitando p. Channan a predicare dal pulpito della moschea, e rivolgendosi a tutti i fedeli musulmani presenti.
P. Channan, parlando a Fides, ricorda la figura del Grande Imam: "Nella sua vita ha avuto sempre un occhio di riguardo per i cristiani. Spesso, in quelle aree in cui i cristiani erano diventati il ​​bersaglio di militanti e terroristi, Azad è stato tra quei leader musulmani che hanno visitato e confortato i cristiani. Lo fece quando a Shanti Nagar alcuni fedeli furono arsi vivi, e quando fu colpita la chiesa di San Domenico a Bahawalpur. Ha pianto con i cristiani, li ha rassicurati, ha chiesto giustizia. Ha alzato la voce per i cristiani".
P. James Channan, che da anni lavora per l'armonia interreligiosa con il Maulana Abdul Khabir Azad, rivolgendosi al gran numero di musulmani presenti e a numerosi altri leader religiosi musulmani islamici, ha ricordato Muhammad Abdul Qadir Azad come "un modello per dialogo interreligioso", elogiando "la sua leadership e la passione per il dialogo islamo-cristiano". Ha poi ricordato che suo figlio, il Maulana Abdul Khabir Azad, "svolge oggi un ruolo importante nel costruire ponti tra cristiani e musulmani sia a livello nazionale che internazionale", ringraziandolo "per aver aperto le porte di questa grande moschea di Badshahi ai cristiani e alle persone di altre fedi, portando acvanti la nobile missione di suo padre".
P. James ha detto che "se tutti i leader musulmani in Pakistan seguiranno l'esempio di questi due grandi leader, il Pakistan diventerà un paese in cui le persone di tutte le religioni vivranno in pace e armonia".
Eminenti leader religiosi musulmani erano presenti e hanno assicurato pieno sostegno alla nobile missione di pace e armonia interreligiosa portata avanti dal figlio Maulana Abdul Khabir Azad.
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ASIA/SIRIA - Patriarca ortodosso di Antiochia riceve delegazione russa: grazie del vostro aiuto

Agencia FIDES - 19 January, 2019 - 04:50
Damasco – Una delegazione di parlamentari russi in visita in Medio Oriente è stata ricevuta a Damasco dal Patriarca Yohanna X, Primate della Chiesa greco-ortodossa di Antiochia. Durante l’incontro – riferiscono fonti russe citate dall’agenzia Interfax – il Patriarca ha espresso gratitudine per il ruolo svolto dalla Russia nello scenario del conflitto siriano. "Ciò che la Russia, il popolo della Russia e la Chiesa russa stanno facendo in Siria” ha detto Yohanna X “punta soprattutto a aiutare il popolo della Siria, e a portare la pace nella terra siriana". Il Patriarca ha espresso anche il proprio profondo rammarico per le controversie sorte tra le Chiese ortodosse – e che vedono contrapporsi in particolare il Patriarcato di Mosca e il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli – intorno alla concessione di autocefalia a una Chiesa ortodossa nazionale in Ucraina . "Siamo fortemente contrari a ciò che sta accadendo in tutto il mondo ortodosso, e che è volto a dividere e indebolire le Chiese ortodosse", ha detto il Patriarca Yohanna nei suoi colloqui con i parlamentari russi. La delegazione russa comprendeva Dmitry Sablin, coordinatore del gruppo di amicizia dei parlamenti di Russia e Siria, Sergey Gavrilov e Dmitry Belik, deputato della Duma di Sebastopoli.
Lo scorso 17 novembre, come riferito dall’Agenzia Fides , Una delegazione qualificata del Patriarcato di Mosca aveva preso parte all'incontro convocato a Damasco dal Patriarcato greco ortodosso di Antiochia, che ha visto anche la partecipazione di politici siriani e di una folta rappresentanza di esponenti delle locali comunità islamiche sunnite. L'incontro aveva offerto l'occasione di confrontarsi su argomenti di interesse comune legati alla situazione della Siria e alle relazioni russo-siriane. Ospitati dal Patriarca greco ortodosso di Antiochia Yohanna X, all'incontro avevano partecipato, tra gli altri, il ministro siriano delle dotazioni religiose Mohammed Abdul Sattar, il Metropolita russo ortodosso Hilarion Alfeyev, il Patriarca siro ortodosso Mar Ignatius Aphrem II, il Cardinale Mario Zenari, Nunzio apostolico a Damasco, insieme a inviati del governo russo e a un discreto numero di esponenti russi cristiani e musulmani. .
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ASIA/FILIPPINE - I giovani filippini alla GMG per "arricchire la loro fede"

Agencia FIDES - 19 January, 2019 - 02:59
Manila - La Giornata Mondiale della Gioventù, che si tiene a Panama dal 22 al 27 gennaio, sarà un "momento di straordinario arricchimento della fede" per i giovani filippini. Lo affermano gli oltre 70 giovani che, insieme a vescovi e sacerdoti, sono partiti da Manila alla volta di Panama . "Sarà per me una esperienza di crescita della fede, dice Fides Jeol Santiago, un giovane delegato. "Attendevamo l'evento da mesi e non vedevamo l'ora di parteciparvi. Ringrazio Dio per il dono della fede e tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di partecipare alla GMG", afferma. Maria Cruz, una ragazza parte della delegazione filippina, dice : "Sono grata a Dio per questa meravigliosa opportunità di partecipare alla Gmg. Sono sicura che imparerò tanto e che riceverò tanti doni dello Spirito Santo, grazie al Papa e ai giovani di tutto il mondo".
P. Conegundo Garganta, Segretario esecutivo della Commissione episcopale per i giovani della Conferenza episcopale delle Filippine, riferisce all'Agenzia Fides che "circa 250 delegati provenienti da diverse parti dell'arcipelago filippino saranno presenti al grande raduno giovanile a Panama". Secondo Garganta, "la GMG 2019 è un'eccellente opportunità per condividere la fede e la cultura con altri giovani, come avverrà durante le celebrazioni liturgiche e tutte le manifestazioni previste nella Giornata Mondiale della Gioventù".
Tra i Vescovi filippini, saranno presenti i Vescovi Daniel Patrick Parcon di Talibon, Patrick Buzon di Bacolod, Antonio Tobias di Novaliches e il Cardinale Luis Antonio Tagle di Manila.
La Chiesa nelle Filippine ha da poco proclamato il 2019 come "Anno dei Giovani", annunciando contestualmente anche la Giornata nazionale della Gioventù che si tiene del 2019. Come annunciato dalla Conferenza Episcopale, l'Anno dei Giovani che si concluderà il 24 novembre 2019, come parte del “viaggio di nove anni per la Nuova Evangelizzazione" in preparazione al 500° anniversario dell'arrivo della fede cristiana nelle Filippine .
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AFRICA/ZIMBAMBWE - Tensioni sociali, il Vescovo di Harare: “Urge un tregua e lavorare insieme per il bene comune”

Agencia FIDES - 19 January, 2019 - 02:45
Harare – “Urge una tregua. Abbiamo bisogno di una leadership politica matura, che riconosca la necessità di lavorare insieme per il bene comune”, lo ha dichiarato l’Arcivescovo di Harare, Robert Ndlovu, dopo le segnalazioni dei molteplici morti registrati durante le proteste violente, a seguito dell’aumento del prezzo del carburante. Come appreso da Fides, la Chiesa chiede di ritornare a seguire strade pacifiche di confronto, anche nell’esternare un dissenso.
Lo scorso 14 gennaio sono morte tre persone, tra cui un ufficiale di polizia, oltre a centinaia di feriti, a causa delle violente proteste scatenatesi dopo l'annuncio del presidente Emmerson Mnangagwa di un aumento di oltre il 150% del prezzo del carburante .
“È difficile ottenere un quadro completo di ciò che sta accadendo - rileva mons. Ndlovu in un messaggio inviato a Fides - perché i collegamenti Internet sono ancora inattivi e molte persone non sono ancora riuscite a tornare al lavoro”. I servizi Internet sono stati tagliati il 15 gennaio quando le reti mobili dell'Africa meridionale ne hanno imposto la chiusura.
Come confermato a Fides, le scuole cattoliche ad Harare sono state chiuse, insieme alla maggior parte delle altre scuole del paese: “I genitori temono per l’incolumità dei propri figli”, ha detto l'arcivescovo.
Secondo informazioni riferite dall’organizzazione Human Rights Watch, i manifestanti hanno bruciato una stazione di polizia, barricato strade e saccheggiato negozi a Harare e Bulawayo, la seconda città dello Zimbabwe. Le forze di sicurezza hanno risposto con pistole e gas lacrimogeni. Amnesty International che ha condannato la repressione militare e ha affermato che la polizia ha costretto centinaia di persone ad uscire dalle loro case con la violenza.
L’arcivescovo conclude: “La povertà nel nostro Paese è terribile, specialmente nelle zone rurali dove le persone lottano per sopravvivere, in quanto non riescono nemmeno a comprare cibo e altri beni essenziali”, continua mons. Ndlovu. Intanto la disoccupazione nel Paese è superiore all'80% e, con così tante persone disoccupate, anche le famiglie che vivono in città non riescono a inviare aiuti o denaro ai parenti o agli amici nelle zone rurali”.
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AFRICA/CONGO RD - Giovani in fuga dalla nazione, sognando una vita migliore

Agencia FIDES - 19 January, 2019 - 02:25
Bukavu - La fuga dall’Africa non è finita. I giovani continuano a sognare una vita migliore in Europa. Un sogno che spesso si trasforma nell’incubo di una vita senza futuro in un campo profughi. A confermarlo a Fides è il racconto di Alberto Rovelli, trai Padri Bianchi missionari a Bukavu, nel Kivu. "Non pensavo il fenomeno fosse così diffuso qui in Congo", osserva il religioso. "Qui tutti hanno storie molto tristi e dolorose da raccontare. Le loro storie vanno ascoltate e meditate perché ci possono insegnare moltissimo". Secondo l’Acnur , sono almeno 800mila i congolesi fuggiti dal loro Paese negli ultimi anni per cercare una vita migliore in altri Paesi. Fuggono da violenze, miseria, disoccupazione. Le loro mete principali sono Uganda e Burundi .
Un uomo ha raccontato a p. Rovelli che, per emigrare di nascosto dai genitori, molti giovani vendono la casa, l’auto o quanto hanno e poi partono a piedi o con mezzi di fortuna. Quando arrivano a Bujumbura si vengono internati in un enorme campo profughi dove migliaia di profughi come loro sono in attesa di proseguire il viaggio verso l’Europa, l’America o anche un altro Paese africano. Non hanno documenti o, se li hanno, non garantiscono loro la possibilità di continuare il viaggio. Così cercano di procurarsene di falsi. Esponendosi così alle truffe. "Siamo venuti a sapere - continua p. Alberto - che ci sono centinaia di giovani di Bukavu che stanno aspettando da 10 anni i documenti falsi per fuggire. Spesso consegnano molti soldi a sedicenti mediatori che poi fuggono col maltolto e non si fanno più vedere. A quel punto, i ragazzi si sono messi in situazione di non ritorno: tagliati da ogni legame con la famiglia e la loro terra, non possono più ritornare a Bukavu. Ma non possono neanche proseguire. Così vivono nella disperazione".
Secondo un altro racconto, un giovane era presentato al campo profughi di Bujumbura. "Solo per poter entrare nel campo - spiega il missionario - gli avevano chiesto mille dollari. Allora ha chiesto al responsabile del campo quanto tempo avrebbe dovuto vivere nel campo prima di andare in America. Gli ha risposto che prima di lui c’erano duemila persone , ma se portava 10.000 dollari sarebbe partito dopo 15 giorni". Davanti a quella risposta gli è venuto meno ogni desiderio di lasciare il Congo pensando che con 10.000 dollari poteva fare qualcosa di buono rimanendo in patria.
"Dalla Repubblica democratica del Congo – conclude amaro p. Rovelli - non si portano via solo i minerali, senza nemmeno pagare le tasse. Ora si ruba anche la gioventù".
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Dios y la eternidad: uno de esos posts que tanto os gustan

Blog del Padre Fortea - 18 January, 2019 - 15:02


El día de ayer y hoy han sido muy productivos para mí, intelectualmente hablando. Sé que las líneas de hoy pueden parecer a algunos unas líneas pletóricas de soberbia. Pero seré sincero, a sabiendas de que los lectores de libros míos como Las corrientes que riegan los cielos (libro sobre la Trinidad) sí que me agradecerán que les comparta mis pensamientos.
Ayer desatasqué una cuestión a la que llevaba años dándole vueltas sin lograr una solución definitiva: ¿la eternidad de Dios es un tipo de temporalidad o no? La definición de tiempo de Aristóteles (que es la que sigue santo Tomás de Aquino) es esta: El tiempo es la medida del movimiento según el antes y el después.
Esta definición es clara y verdadera. La cuestión, al afrontar un razonamiento acerca de la eternidad divina, es si esta definición de tiempo es la más adecuada. La definición es muy importante, porque esta palabra se convierte en el instrumento clave para todo razonamiento posterior. Y aceptar esta definición tiene implicaciones a la hora de elaborar las construcciones lógicas después. Debo aclarar que estoy trabajando en un nuevo texto sobre la Santísima Trinidad.
La atemporalidad, por supuesto, no sirve para definir el ahora divino. Es una nota negativa. No podemos definir la realidad positiva del ahora de Dios por esa mera característica que compartiría Dios con, por ejemplo, el universo antes de existir.
Durante años, dudé si el presente de Dios entraba en la categoría de tiempo, si era un tipo de temporalidad. Si no era así, al hablar de este concepto del tiempo en Dios, había que crea crear una tercera categoría: atemporalidad, temporalidad y deieternidad. La eternidad es una mera características de algunas temporalidades.
Pero me di cuenta de que la realidad que es el tiempo se define mejor por su característica de presente, que por la característica del devenir. El único tiempo que existe es el ahora. Y la definición resulta más perfecta si se basa en lo que las cosas son, más que en lo que las delimita desde un punto de vista negativo. Se pueden poner muchos ejemplos de esto que omitiré.
Es más adecuado definir el tiempo por lo que es (el ahora) que en contraposición por lo que no es (el antes y el después).
De ahí que resulta más adecuado al ser de las cosas incluir la deieternidad como un tipo de temporalidad, que crear un tercer estado entre los entes que poseen un devenir y los entes sumidos en la atemporalidad. ¿Por qué? Pues sencillamente, porque entre el ser y el no ser no hay nada. De hecho, esto tendría un paralelismo con la existencia: este árbol es, Dios es. No afirmamos que por el hecho de que el Ser de Dios sea infinito ya no se puede clasificar como el concepto de ser.
Del mismo modo, el presente sin antes y después de Dios se califica mejor como un tipo de temporalidad (teniendo que cambiar la definición de tiempo) que creando una tercera categoría.
La definición clásica de tiempo se mantiene como definición del tiempo de las criaturas. Pero la definición de tiempo en abstracto sería la característica de que el ser posea un ahora. Y el “ahora “sí que tendríamos que definirlo por comparación con lo único que conocemos: ese momento del movimiento entre un antes y un después. Teniendo que cambiar el ahora divino por la definición de un ahora sin antes ni después.
Puede parecer que solo hemos bajado un escalón al volver a recurrir al movimiento ontológico para entender el ahora. Pero eso cambia nuestra concepción del tiempo, aunque sea necesario reconocer que hay dos tipos de ahora. Con ello hay una simetría con el esquema lógico del verbo ser, como ya he dicho.
Espero que haya un mínimo grupo de lectores del blog a los que este tema les haya interesado tanto como a mí. Seguro que he aburrido soberanamente a muchos lectores. Pero este tipo de posts son los que le gustarían a Aristóteles. El antiguo, no Aristóteles Onassis.
En mi libro Ex Scriptorio, acabaré un artículo sobre el tema de la eternidad y Dios en breves días. Os informaré aquí por si os interesa descargarlo en Biblioteca Forteniana. Los chinos ya me han ofrecido medio millón por el descubrimiento. No queda claro medio millón de qué.
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ASIA/TERRA SANTA - I Vescovi del “Coordinamento”: tagli a risorse umanitarie aumentano la miseria in Palestina

Agencia FIDES - 18 January, 2019 - 05:22
Gerusalemme – La condizione di “miseria” in cui vivono le popolazioni palestinesi nei territori occupati da Israele “è stata aggravata da tagli drastici ai finanziamenti umanitari da parte del governo statunitense”. Lo hanno constatato i Vescovi del “Coordinamento Terra Santa” che nei giorni scorsi hanno realizzato il loro tradizionale pellegrinaggio annuale nelle terre dove si è svolta la vita terrena di Cristo. Quest’anno la delegazione era formata da 15 Vescovi provenienti dall’Europa, dal Canada, dagli USA e dal Sudafrica, ed era guidata dall’inglese Declan Lang, Vescovo di Clifton e attuale Presidente del Coordinamento. “L’assistenza sanitaria, l’istruzione e altri servizi di base per i rifugiati” si legge nel comunicato finale sottoscritto dai Vescovi del Coordinamento alla fine della loro visita, “sono sempre più minacciati, aggravando così le persistenti violazioni della loro fondamentale dignità umana. Questo non può essere ignorato o tollerato”. Nel testo, i Vescovi rivolgono ai rispettivi governi la richiesta concreta di “contribuire a colmare le lacune di finanziamento che l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione si trova ad affrontare, e a raddoppiare gli sforzi per una soluzione diplomatica, con due Stati sovrani democratici di Israele e Palestina in pace”. Riguardo alla condizione delle comunità cristiane in Israele, i Vescovi del Coordinamento hanno riscontrato che “i cristiani israeliani desiderano vivere come cittadini a pieno titolo, con il riconoscimento dei loro diritti in una società plurale e democratica”, ma nel contempo, molti di loro “si trovano sistematicamente discriminati ed emarginati”.
In particolare, i Vescovi del Coordinamento Terra Santa hanno registrato le preoccupazioni diffuse in seno alle comunità cristiane locali riguardo alla legge dello Stato-Nazione approvata dal Parlamento israeliano. “I leader cristiani locali” si legge nel comunicato, pervenuto all’Agenzia Fides, “hanno segnalato che questa crea una vera e propria “base costituzionale e giuridica per la discriminazione” contro le minoranze.
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AFRICA/NIGER - Quattro mesi di prigionia per padre Maccalli: continua la sua “avventura di fede e di speranza”

Agencia FIDES - 18 January, 2019 - 05:08
Niamey – “Ieri 17 gennaio, nelle Messe nella diocesi di Niamey, tutte le comunità di fedeli hanno ricordato i 4 mesi dal rapimento di padre Gigi Maccalli. Abbiamo anche ricordato e pregato a 4 anni dall'incendio di chiese e templi cristiani a Zinder e a Niamey, avvenuto il 16 e 17 gennaio 2015, dopo le manifestazioni di sostegno per l'uccisione dei giornalisti di Charlie Ebdo in Francia”: lo scrive all’Agenzia Fides padre Vito Girotto della Società per le Missioni Africane , missionario a Niamey.
“Durante l'offertorio della Messa di ieri – continua il missionario – è stata presentata una grande croce che ricorda quella che p. Gigi sta portando nella sua dolorosa esperienza di prigionia. Abbiamo presentato 4 candele accese per ricordare i quattro mesi in cui il nostro confratello vive la sua avventura di fede e di speranza unita alla nostra. Il pane e il vino, che vengono benedetti per la Messa, hanno simboleggiato il sacrificio che Gigi vive, celebrando l'offerta della sua vita che invochiamo sia presto libera”. P. Girotto riferisce: “Ho notato con gioia che quasi tutti i fedeli hanno imparato a memoria la preghiera per la sua liberazione che ripetiamo in modo incessante da 122 giorni, nella speranza che il Signore ci ascolti e protegga il nostro confratello”, conclude il missionario.

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ASIA/SRI LANKA - Ricominciare una vita dopo la guerra: il contributo della Caritas alle famiglie di espatriati

Agencia FIDES - 18 January, 2019 - 04:43
Colombo – La Caritas Sri Lanka si impegna ad aiutare i rifugiati bellici che si erano rifugiati in India, offrendo loro opportunità di ricominciare una vita. Dopo la fine della guerra del 2009, infatti, molte famiglie che si erano rifugiate all'estero, in paesi come l'India, hanno deciso di tornare a casa. “Tuttavia per loro il viaggio verso lo Sri Lanka non è stato facile per diverse ragioni” ha spiegato a Fides p. Mahendra Gunatilleke, Direttore nazionale della Caritas Sri Lanka. Tra le famiglie fuggite nell'India meridionale durante il conflitto civile in Sri Lanka, nei primi anni ‘90 e negli anni successivi, molte ora stanno tornando alle loro case e hanno bisogno di essere assistite per ricominciare la loro vita.
Comprendendo le difficoltà che affrontano queste famiglie, la Caritas Sri Lanka ha avviato un progetto per sostenere le famiglie di rimpatriati, grazia all'assistenza finanziaria di Caritas Giappone. Nell'ambito del progetto, la Caritas faciliterà le famiglie per ottenere i documenti personali necessari, come certificati di nascita e di morte, certificati di matrimonio, atti fondiari e documenti correlati, documenti di cittadinanza e certificati scolastici. Attraverso questi interventi, la Caritas aiuta a reintegrare le famiglie rimpatriate nella società, recuperando la situazione e i presupposti essenziali della cittadinanza.
Inoltre, informa il Direttore, “a un certo numero di persone verrà fornito un sussidio di sussistenza per avviare o espandere le attività di produzione di reddito. Prima delle sovvenzioni, le famiglie avranno una formazione per sviluppare capacità e abilità professionali per perseguire in modo sistematico le loro attività di sostentamento”. Si tratta di “un servizio di aiuto alla persona e alla famiglia in senso ampio, compiuto con stile di prossimità e di servizio cristiano”, rileva p. Mahendra. Un totale di 150 famiglie sono assistite per ottenere documenti legali mentre altre 20 saranno sostenute con progetti che intendono accompagnare sulla strada dell’auto sostentamento. Il progetto è stato implementato in tre diocesi: Mannar, Trincomalee e Jaffna e nel 2019 è nella prima fase dell'attuazione.
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ASIA/TAIWAN - Venerazione degli antenati e valore dell’unità familiare alla base del Capodanno lunare

Agencia FIDES - 18 January, 2019 - 04:25
Taipei - La Cina, come altri paesi dell’estremo Oriente, segue il calendario lunare, a partire quest’anno dal 5 febbraio. “La festa inizia con la vigilia dell’anno nuovo – dice a Fides il missionario camilliano a Taiwan p. Giuseppe Didone -, quando una grande quantità di vivande viene posta davanti all’altare degli antenati, perché ‘mangino prima loro’. Poi, alla sera, con le vivande tolte dall’altare degli antenati, comincia la grande cena della famiglia riunita. Tutti i membri ritornano a casa, anche quelli che lavorano molto lontano. In questo giorno le autostrade sono intasate dalle macchine di quanti stanno tornando a casa per la festa. A mezzanotte, dopo l’arrivo del nuovo anno, o al mattino presto, si fanno scoppiare petardi e i bambini ricevono delle buste rosse dai loro genitori, come segno augurale di abbondanza e di felicità. Una grande scritta in rosso, ‘Primavera’ , annuncia l’arrivo della nuova stagione, che inizia con il nuovo anno”.
Il missionario evidenzia che i festeggiamenti, con nove giorni di vacanza, ruotano intorno a due concetti importantissimi e molto radicati nella cultura cinese, il primo dei quali è la venerazione per gli antenati, a cui viene offerto l’incenso. Anche la Chiesa cattolica partecipa a questo rito, che si svolge in forma solenne dopo la Messa del primo giorno dell’anno nuovo cinese e in altre festività rilevanti durante l’anno. Il secondo aspetto è il grande valore dato all’unione familiare. Alla vigilia dell'anno nuovo, prima di cominciare il cenone, i cinesi venerano le loro divinità, il mattino presto del primo giorno dell'anno nuovo venerano gli antenati e poi cominciano a scambiarsi gli auguri di buon anno.
“Anche i cristiani cinesi aspettano con gioia l'arrivo dell'Anno Nuovo - racconta a Fides p. Didone -. Però mentre la gente comune si affanna per comperare vestiti nuovi, macchina nuova, casa nuova, secondo il detto cinese di rinnovare in questa circostanza le cose vecchie, noi insistiamo molto sul rinnovamento spirituale, che è il più importante”.
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