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ASIA/PAKISTAN - Un cristiano assolto dopo un processo per blasfemia

Agencia FIDES - 12 hours 46 min ago
Kasur - Il cristiano Pervaiz Masih, accusato di blasfemia il 1° settembre 2015 e processato per quel presunto reato, è stato assolto il 15 gennaio scorso ed è libero: lo comunica all'Agenzia Fides l'avvocato
Aneeqa Maria Anthony, responsabile della organizzazione pakistana "The Voice Society", che cura l'assistenza legale e sociale di cristiani vittime di discriminazioni e ingiustizie.
"Quello di Pervaiz Masih - comunica a Fides Aneeqa Maria Anthony - è uno dei rari casi di accuse di blasfemia in cui l'imputato ha ottenuto la libertà provvisoria su cauzione. Ci sono voluti tre lunghi anni per concludere il processo. Pervaiz Masih e la sua famiglia hanno sofferto molto e hanno perso la figlia di tre anni. Secondo nostre informazioni, gli accusatori potrebbero averla uccisa, affogandola, per punire Pervaiz e la sua famiglia, data la supposta blasfemia da loro commessa contro il Profeta". Anche la moglie dell'uomo, Zarina, è stata percossa e torturata dalla polizia durante l'interrogatorio, per indurre una confessione. Pervaiz e la sua famiglia sono dovuti rimanere nascosti durante tutti questi anni dopo essere stati accusati di blasfemia. Il tribunale ha tuttavia accolto la richiesta di assoluzione depositata dal gruppo di esperti legali della nostra organizzazione The Voce Society, anche se i denuncianti potrebbero ricorrere in appello". Ma, pur se ora è libero e assolto dalle accuse "per i fanatici egli resta un bestemmiatore e questa accusa seguirà il suo destino", nota l'avvocato.
L'avvocato rileva: "Pervaiz è stato rilasciato, dopo tre anni di carcere e di sofferenza, perché abbiamo dimostrato che non c'erano prove contro di lui e il suo caso è stato affrontato seriamente dalla difesa. The Voice ha fatto rilasciare molte persone dalle accuse di blasfemia in passato e continuerà ad aiutare gli innocenti anche in futuro". Aneeqa conclude: "A nome della famiglia Pervaiz, voglio ringraziare tutti i nostri partner e donatori in tutto il mondo che hanno supportato questo caso con aiuti concreti e preghiere".
Pervaiz Masih era stato arrestato nel distretto di Kasur il 2 settembre 2015 scorso per presunta blasfemia in seguito a una controversia privata con un uomo musulmano, Haji Jamshed, sulla vendita di materiale edile. Grazie agli avvocati del team "The Voice Society", gli era stata poi concessa la libertà su cauzione. Kasur è una delle zone più conservatrici del Punjab, ed è molto pericoloso contestare un caso di blasfemia in tale area.
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AFRICA - La preghiera per l’unità dei cristiani in Africa è una realtà quotidiana

Agencia FIDES - 13 hours 25 min ago
Kara – “In Africa l'unità dei cristiani è una realtà vissuta nella vita di tutti i giorni. Nel nostro continente viene vissuta in famiglia, prima ancora che nelle chiese”: lo dice all’Agenzia Fides padre Donald Zagore, teologo ivoriano della Società per le Missioni Africane in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. “Cercate di essere veramente giusti” è il tema scelto per la Settimana, promossa dal Consiglio ecumenico delle Chiese e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani in corso dal 18 al 25 gennaio.
“Le nostre famiglie africane sono molto spesso famiglie composte da persone di diverso credo religioso, eppure la coesione familiare non manca. Questa Settimana di preghiera rappresenta per noi un'opportunità per riaffermare ciò che già sperimentiamo quotidianamente aggiungendo un carattere più festoso e percettibile attraverso la preghiera ecumenica in diversi luoghi di culto”, osserva p. Zagore.
“L’incontro per celebrare insieme quell’unione che gli africani vivono nelle rispettive famiglie – prosegue il missionario – trova la sua attuazione spirituale anche frequentando luoghi di culto diversi nel corso della Settimana. Cristo non divide, l'essenza del suo Vangelo consiste essenzialmente nell'amare Dio più di ogni altra cosa e amare il prossimo come se stessi. Ciò che ci divide sono le ideologie religiose malsane che a volte imponiamo a noi stessi e che finiamo per imporre agli altri come verità assolute. La più grande tragedia della nostra umanità è la guerra che si conduce nel nome di Dio”.
P. Zagore conclude: “L’essenza del cammino ecumenico, o la migliore forma di ecumenismo, è vivere la propria storia di fede nella verità del Vangelo di Gesù Cristo. In Africa l'esperienza ecumenica, già vissuta nel contesto familiare, serve a rafforzare la fede anche al di fuori della famiglia e ad essere lievito di bene nella società”.



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ASIA/PAKISTAN - I giovani, promotori di pace e armonia

Agencia FIDES - 13 hours 39 min ago
Karachi - "Dobbiamo promuovere la pace attraverso l'amicizia e la comunione tra giovani che appartengono a varie religioni, etnie e culture. L'arte e la cultura possono essere uno strumento utile per promuovere l'unità, la pace e l'armonia sociale tra i giovani". Lo ha detto Kashif Anthony Javeed, coordinatore della Commissione nazionale di Giustizia e Pace dell'Arcidiocesi di Karachi, parlando a un recente seminario sul tema "Il ruolo dei giovani nella promozione della pace e dell'armonia" organizzato dalla Caritas Pakistan in collaborazione con la Ong "Christian Social Services".
Kashif Anthony ha affermato: "Voi giovani dovete essere cittadini attivi e lavorare per la promozione dell'unità, della pace e dell'armonia". I giovani, ha rimarcato, "sono i veri responsabili del cambiamento nella società e i giovani possono svolgere un ruolo vitale nella nazione".
P. Asif John, prete cattolico, ha notato che "il fattore-chiave per la vita dei giovani è l'istruzione, che consente di svolgere un ruolo importante nello sviluppo di una buona società. L'educazione non solo facilita il nostro apprendimento, le nostre conoscenze e le nostre capacità, ma genera anche una mente e una personalità pacifiche". E ha detto che "per portare la pace nella società è essenziale lottare contro presenza di ingiustizie e corruzione". P. John ha aggiunto: "Vivendo i valori di amore, speranza, unità, pace e rispettandosi l'un l'altro, i giovani possono facilmente coltivare l'unità, la pace e l'armonia nella nostra società, offrendo un esempio di convivenza tra gente di fedi diverse".
Mansha Noor, Segretario esecutivo della Caritas di Karachi, ha dichiarato: "La pace è una urgenza della società del Pakistan. Il paese non sta solo combattendo il terrorismo ma anche la discriminazione e la violenza etnica e religiosa. Il progetto 'Gioventù per la pace' è stato lanciato da Caritas Pakistan per raggiungere i giovani e allenarli ad essere autentici costruttori di pace. La nostra missione è formare i giovani ad essere annunciatori di pace e armonia".
La Caritas condivide questo progetto con altre Ong di ispirazione cristiana e con i mass media. Faraz Nasir, uno dei giovani partecipanti al seminario, parlando a Fides ha dichiarato: "I giovani, che utilizzano i social media attivamente, possono facilmente promuovere il messaggio di pace e armonia usando tali strumenti moderni. E' nostro compito lavorare per raggiungere il maggior numero possibile di persone con un messaggio di pace di convivenza, per il futuro della nazione".
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AMERICA/PERU’ - Un anno dopo la visita di Papa Francesco, la corruzione continua ad essere il problema più grave

Agencia FIDES - 14 hours 37 min ago
Trujillo – Con una messa solenne e l'incoronazione dell'immagine della “Vergine Immacolata della Porta”, di Otuzco, nel distretto di Salaverry, ieri, domenica 20 gennaio, è stato commemorato il primo anniversario della visita pastorale di Papa Francesco a questa città. Le informazioni inviate a Fides da padre Raymundo Claudio Delgado, Vicario generale dell'Arcidiocesi di Trujillo, evidenziano questa importante celebrazione liturgica svoltasi nella Basilica Cattedrale di Trujillo, in cui l'Arcivescovo di Trujillo e presidente della Conferenza Episcopale del Perù, Mons. Miguel Cabrejos Vidarte OFM., ha incoronato la “Vergine della Porta”, portata da Salaverry, rievocando l'incoronazione che il Santo Padre aveva fatto alla "Mamita" di Otuzco, proclamandola "Madre della Misericordia e della Speranza".
“La nostra Arcidiocesi, desiderando festeggiare con gioia questo primo anniversario della storica visita del Santo Padre e dell'incoronazione della Vergine Immacolata della Porta di Otuzco, ha promosso per questa domenica, la Messa solenne nella Basilica Cattedrale e la Processione, dalla Plaza de Armas della nostra città, quindi invitiamo tutti i fedeli a partecipare con grande gioia a questo primo anniversario della visita del Santo Padre" aveva detto padre Delgado a Fides due giorni fa.
La visita del Papa in Perù ha segnato molto la partecipazione della Chiesa cattolica alla vita politica e sociale del paese. E’ noto l’incontro con i Vescovi del Perù, un anno fa a Lima, quando il Santo Padre chiese: “Cosa succede in Perù, quando un presidente finisce il mandato lo inviano in carcere?” A questa domanda, la Conferenza episcopale aveva risposto nel marzo seguente con una dichiarazione molto articolata nella quale si leggeva: “Vediamo un processo sistematico di corruzione causato dal divorzio tra etica e politica, rafforzato da ambizioni personali e di gruppo, esacerbato dall'impunità e maltrattato da un sistema che ignora la giustizia. Ciò richiede qualcosa di più della semplice verifica: Abbiamo raggiunto un punto di rottura politica: un nuovo inizio richiede non solo un cambio di comando ma anche il recupero etico e morale del paese a tutti i livelli, perché alti livelli di corruzione rubano la speranza, specialmente dei poveri e dei giovani ".
Questa celebrazione commemorativa avviene alla fine della 113ª Assemblea dell'Episcopato, che anch’essa si è consacrata, insieme al popolo peruviano, alla Beata Vergine Maria, davanti all'immagine della Vergine di Fatima, a un anno della visita di Papa Francesco.

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EUROPA/POLONIA - I Cantori della Stella dell’Infanzia Missionaria per la prima volta al Senato della Repubblica

Agencia FIDES - 16 hours 11 min ago
Varsavia - Per la prima volta nella storia, i Cantori della Stella, i bambini della Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria , si sono recati in visita al Senato e alla Camera dei deputati della Repubblica polacca. Il 16 gennaio infatti sono stati accolti dal Maresciallo del Senato polacco, Stanislaw Karczewski, secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides dalla Direzione nazionale delle Pontificie Opere Missionarie della Polonia.
Il presidente del Senato polacco, dopo aver dato il benvenuto ai bambini, ha detto: “Grazie per essere venuti e per il vostro esempio di impegno nei confronti dei bambini di tutto il mondo”. I bambini, che hanno portato al Senato la buona notizia di Gesù che nasce, provenivano da Gliwice-Bojkowo, dalla scuola elementare numero 8, ed erano accompagnati dal loro insegnante di religione, Christopher Kruszyński, da mons. Tomasz Atłas, Direttore nazionale delle POM, e da Anna Sobiech, Segretaria nazionale della POSI. Rappresentavano un grande gruppo dell’Infanzia Missionaria dalla parrocchia della Natività della Vergine Maria a Gliwice, dove da 10 anni aiutano i loro coetanei in vari paesi del mondo attraverso le Pontificie Opere Missionarie.
I piccoli missionari hanno parlato del loro impegno per aiutare quest’anno i bambini in Ruanda e in Burundi, e del miracolo del Natale: "Ogni volta che uno stende la mano per fare pace, non reagisce con malizia, vince la paura, si prende cura dei malati, condivide con i poveri i suoi beni e sostiene gli altri nei loro bisogni, allora è un piccolo Natale ". La piccola Martynka, vestita da angelo, ha aggiunto con convinzione:"Noi sentiamo questo potere di aiutare! E ne siamo testimoni e portatori. I miracoli accadono con le Pontificie Opere Missionarie!”
Alla fine della rappresentazione, i bambini hanno consegnato al Maresciallo un piccolo ricordo dell’incontro, con un messaggio di pace e di auguri. Nell’occasione tutti i partecipanti hanno visitato la sede del Parlamento e la sede nazionale delle Pontificie Opere Missionarie.
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AFRICA/MALAWI - “L’ondata di violenza rischia di compromettere il voto di maggio” avverte “Giustizia e Pace”

Agencia FIDES - 16 hours 18 min ago
Lilongwe - "L'attuale ondata di violenza politica sta determinando una situazione preoccupante che potrebbe rendere caotica la gestione del voto del 2019 e precipitare il Malawi in gravi disordini civili” afferma la Commissione Episcopale “Giustizia e Pace” del Malawi, in una dichiarazione inviata all’Agenzia Fides, nella quale si esprime la preoccupazione dei Vescovi sull’aumento dei casi di violenza nella campagna elettorale.
“La violenza politica non ha posto in nessuna società democratica e coloro che la orchestrano e la perpetrano spudoratamente devono essere condannati nei termini più forti possibili e rispondere di fronte alla legge, chiunque essi siano”.
La Commissione “Giustizia e Pace” condanna “l’incendio e la distruzione di materiali, il pestaggio e l'intimidazione dei membri dei partiti politici dell'opposizione, la diffusione di discorsi incitanti all'odio e alla discriminazione, le molestie nei confronti di giornalisti e l’impedimento agli oppositori politici di partecipare a funzioni o eventi dello Stato. Tutte azioni che sono contrarie alle aspirazioni dei cittadini del Malawi quando votarono a favore della democrazia multipartitica nel referendum del 1993”.
“Giustizia e Pace in particolare condanna con la massima fermezza l’aggressione, il 16 gennaio, di Bon Kalindo, deputato del partito d’opposizione United Transformation Movement da parte di presunti appartenenti al Democratic Progressive Party , il partito di governo.
“Giustizia e Pace” ha quindi chiesto al Capo dello Stato, Peter Mutharika, che è anche il Presidente del DPP, di condannare fermamente e apertamente la violenza politica e ha invitato tutti i leader dei partiti politici a far sì che propri simpatizzati evitino di usare un linguaggio infiammatorio e di incitamento all'odio per prevenire la violenza politica. Le elezioni presidenziali e parlamentari si terranno il 21 maggio.
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ASIA/PAKISTAN - Un Domenicano predica in moschea, ricordando il Grande Imam promotore della pace

Agencia FIDES - 19 January, 2019 - 05:52
Lahore - Il maulana Muhammad Abdul Qadir Azad, che ha servito i fedeli come Grande Imam nella Moschea Badshahi di Lahore per circa 30 anni, deceduto nel gennaio 2003 è stato "un grande promotore di pace e armonia interreligiosa e soprattutto del dialogo tra cristiani e musulmani. Era un grande leader religioso e amante della pace. Era ardente promotore di armonia tra diverse comunità musulmane e con le persone di altre religioni": lo ha sottolineato il Domenicano p. James Channan, direttore del "Peace center" di Lahore, predicando all'interno della moschea Badshahi, la "Moschea reale" di Lahore.
Il 18 gennaio, prima della consueta Preghiera del Venerdì, il Maulana Abdul Khabir Azad, attuale Grande Imam della Moschea di Badshahi a Lahore e figlio del compianto Abdul Qadir Azad, ha organizzato una conferenza interreligiosa per rendere omaggio a suo padre, invitando p. Channan a predicare dal pulpito della moschea, e rivolgendosi a tutti i fedeli musulmani presenti.
P. Channan, parlando a Fides, ricorda la figura del Grande Imam: "Nella sua vita ha avuto sempre un occhio di riguardo per i cristiani. Spesso, in quelle aree in cui i cristiani erano diventati il ​​bersaglio di militanti e terroristi, Azad è stato tra quei leader musulmani che hanno visitato e confortato i cristiani. Lo fece quando a Shanti Nagar alcuni fedeli furono arsi vivi, e quando fu colpita la chiesa di San Domenico a Bahawalpur. Ha pianto con i cristiani, li ha rassicurati, ha chiesto giustizia. Ha alzato la voce per i cristiani".
P. James Channan, che da anni lavora per l'armonia interreligiosa con il Maulana Abdul Khabir Azad, rivolgendosi al gran numero di musulmani presenti e a numerosi altri leader religiosi musulmani islamici, ha ricordato Muhammad Abdul Qadir Azad come "un modello per dialogo interreligioso", elogiando "la sua leadership e la passione per il dialogo islamo-cristiano". Ha poi ricordato che suo figlio, il Maulana Abdul Khabir Azad, "svolge oggi un ruolo importante nel costruire ponti tra cristiani e musulmani sia a livello nazionale che internazionale", ringraziandolo "per aver aperto le porte di questa grande moschea di Badshahi ai cristiani e alle persone di altre fedi, portando acvanti la nobile missione di suo padre".
P. James ha detto che "se tutti i leader musulmani in Pakistan seguiranno l'esempio di questi due grandi leader, il Pakistan diventerà un paese in cui le persone di tutte le religioni vivranno in pace e armonia".
Eminenti leader religiosi musulmani erano presenti e hanno assicurato pieno sostegno alla nobile missione di pace e armonia interreligiosa portata avanti dal figlio Maulana Abdul Khabir Azad.
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ASIA/SIRIA - Patriarca ortodosso di Antiochia riceve delegazione russa: grazie del vostro aiuto

Agencia FIDES - 19 January, 2019 - 04:50
Damasco – Una delegazione di parlamentari russi in visita in Medio Oriente è stata ricevuta a Damasco dal Patriarca Yohanna X, Primate della Chiesa greco-ortodossa di Antiochia. Durante l’incontro – riferiscono fonti russe citate dall’agenzia Interfax – il Patriarca ha espresso gratitudine per il ruolo svolto dalla Russia nello scenario del conflitto siriano. "Ciò che la Russia, il popolo della Russia e la Chiesa russa stanno facendo in Siria” ha detto Yohanna X “punta soprattutto a aiutare il popolo della Siria, e a portare la pace nella terra siriana". Il Patriarca ha espresso anche il proprio profondo rammarico per le controversie sorte tra le Chiese ortodosse – e che vedono contrapporsi in particolare il Patriarcato di Mosca e il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli – intorno alla concessione di autocefalia a una Chiesa ortodossa nazionale in Ucraina . "Siamo fortemente contrari a ciò che sta accadendo in tutto il mondo ortodosso, e che è volto a dividere e indebolire le Chiese ortodosse", ha detto il Patriarca Yohanna nei suoi colloqui con i parlamentari russi. La delegazione russa comprendeva Dmitry Sablin, coordinatore del gruppo di amicizia dei parlamenti di Russia e Siria, Sergey Gavrilov e Dmitry Belik, deputato della Duma di Sebastopoli.
Lo scorso 17 novembre, come riferito dall’Agenzia Fides , Una delegazione qualificata del Patriarcato di Mosca aveva preso parte all'incontro convocato a Damasco dal Patriarcato greco ortodosso di Antiochia, che ha visto anche la partecipazione di politici siriani e di una folta rappresentanza di esponenti delle locali comunità islamiche sunnite. L'incontro aveva offerto l'occasione di confrontarsi su argomenti di interesse comune legati alla situazione della Siria e alle relazioni russo-siriane. Ospitati dal Patriarca greco ortodosso di Antiochia Yohanna X, all'incontro avevano partecipato, tra gli altri, il ministro siriano delle dotazioni religiose Mohammed Abdul Sattar, il Metropolita russo ortodosso Hilarion Alfeyev, il Patriarca siro ortodosso Mar Ignatius Aphrem II, il Cardinale Mario Zenari, Nunzio apostolico a Damasco, insieme a inviati del governo russo e a un discreto numero di esponenti russi cristiani e musulmani. .
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ASIA/FILIPPINE - I giovani filippini alla GMG per "arricchire la loro fede"

Agencia FIDES - 19 January, 2019 - 02:59
Manila - La Giornata Mondiale della Gioventù, che si tiene a Panama dal 22 al 27 gennaio, sarà un "momento di straordinario arricchimento della fede" per i giovani filippini. Lo affermano gli oltre 70 giovani che, insieme a vescovi e sacerdoti, sono partiti da Manila alla volta di Panama . "Sarà per me una esperienza di crescita della fede, dice Fides Jeol Santiago, un giovane delegato. "Attendevamo l'evento da mesi e non vedevamo l'ora di parteciparvi. Ringrazio Dio per il dono della fede e tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di partecipare alla GMG", afferma. Maria Cruz, una ragazza parte della delegazione filippina, dice : "Sono grata a Dio per questa meravigliosa opportunità di partecipare alla Gmg. Sono sicura che imparerò tanto e che riceverò tanti doni dello Spirito Santo, grazie al Papa e ai giovani di tutto il mondo".
P. Conegundo Garganta, Segretario esecutivo della Commissione episcopale per i giovani della Conferenza episcopale delle Filippine, riferisce all'Agenzia Fides che "circa 250 delegati provenienti da diverse parti dell'arcipelago filippino saranno presenti al grande raduno giovanile a Panama". Secondo Garganta, "la GMG 2019 è un'eccellente opportunità per condividere la fede e la cultura con altri giovani, come avverrà durante le celebrazioni liturgiche e tutte le manifestazioni previste nella Giornata Mondiale della Gioventù".
Tra i Vescovi filippini, saranno presenti i Vescovi Daniel Patrick Parcon di Talibon, Patrick Buzon di Bacolod, Antonio Tobias di Novaliches e il Cardinale Luis Antonio Tagle di Manila.
La Chiesa nelle Filippine ha da poco proclamato il 2019 come "Anno dei Giovani", annunciando contestualmente anche la Giornata nazionale della Gioventù che si tiene del 2019. Come annunciato dalla Conferenza Episcopale, l'Anno dei Giovani che si concluderà il 24 novembre 2019, come parte del “viaggio di nove anni per la Nuova Evangelizzazione" in preparazione al 500° anniversario dell'arrivo della fede cristiana nelle Filippine .
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AFRICA/ZIMBAMBWE - Tensioni sociali, il Vescovo di Harare: “Urge un tregua e lavorare insieme per il bene comune”

Agencia FIDES - 19 January, 2019 - 02:45
Harare – “Urge una tregua. Abbiamo bisogno di una leadership politica matura, che riconosca la necessità di lavorare insieme per il bene comune”, lo ha dichiarato l’Arcivescovo di Harare, Robert Ndlovu, dopo le segnalazioni dei molteplici morti registrati durante le proteste violente, a seguito dell’aumento del prezzo del carburante. Come appreso da Fides, la Chiesa chiede di ritornare a seguire strade pacifiche di confronto, anche nell’esternare un dissenso.
Lo scorso 14 gennaio sono morte tre persone, tra cui un ufficiale di polizia, oltre a centinaia di feriti, a causa delle violente proteste scatenatesi dopo l'annuncio del presidente Emmerson Mnangagwa di un aumento di oltre il 150% del prezzo del carburante .
“È difficile ottenere un quadro completo di ciò che sta accadendo - rileva mons. Ndlovu in un messaggio inviato a Fides - perché i collegamenti Internet sono ancora inattivi e molte persone non sono ancora riuscite a tornare al lavoro”. I servizi Internet sono stati tagliati il 15 gennaio quando le reti mobili dell'Africa meridionale ne hanno imposto la chiusura.
Come confermato a Fides, le scuole cattoliche ad Harare sono state chiuse, insieme alla maggior parte delle altre scuole del paese: “I genitori temono per l’incolumità dei propri figli”, ha detto l'arcivescovo.
Secondo informazioni riferite dall’organizzazione Human Rights Watch, i manifestanti hanno bruciato una stazione di polizia, barricato strade e saccheggiato negozi a Harare e Bulawayo, la seconda città dello Zimbabwe. Le forze di sicurezza hanno risposto con pistole e gas lacrimogeni. Amnesty International che ha condannato la repressione militare e ha affermato che la polizia ha costretto centinaia di persone ad uscire dalle loro case con la violenza.
L’arcivescovo conclude: “La povertà nel nostro Paese è terribile, specialmente nelle zone rurali dove le persone lottano per sopravvivere, in quanto non riescono nemmeno a comprare cibo e altri beni essenziali”, continua mons. Ndlovu. Intanto la disoccupazione nel Paese è superiore all'80% e, con così tante persone disoccupate, anche le famiglie che vivono in città non riescono a inviare aiuti o denaro ai parenti o agli amici nelle zone rurali”.
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AFRICA/CONGO RD - Giovani in fuga dalla nazione, sognando una vita migliore

Agencia FIDES - 19 January, 2019 - 02:25
Bukavu - La fuga dall’Africa non è finita. I giovani continuano a sognare una vita migliore in Europa. Un sogno che spesso si trasforma nell’incubo di una vita senza futuro in un campo profughi. A confermarlo a Fides è il racconto di Alberto Rovelli, trai Padri Bianchi missionari a Bukavu, nel Kivu. "Non pensavo il fenomeno fosse così diffuso qui in Congo", osserva il religioso. "Qui tutti hanno storie molto tristi e dolorose da raccontare. Le loro storie vanno ascoltate e meditate perché ci possono insegnare moltissimo". Secondo l’Acnur , sono almeno 800mila i congolesi fuggiti dal loro Paese negli ultimi anni per cercare una vita migliore in altri Paesi. Fuggono da violenze, miseria, disoccupazione. Le loro mete principali sono Uganda e Burundi .
Un uomo ha raccontato a p. Rovelli che, per emigrare di nascosto dai genitori, molti giovani vendono la casa, l’auto o quanto hanno e poi partono a piedi o con mezzi di fortuna. Quando arrivano a Bujumbura si vengono internati in un enorme campo profughi dove migliaia di profughi come loro sono in attesa di proseguire il viaggio verso l’Europa, l’America o anche un altro Paese africano. Non hanno documenti o, se li hanno, non garantiscono loro la possibilità di continuare il viaggio. Così cercano di procurarsene di falsi. Esponendosi così alle truffe. "Siamo venuti a sapere - continua p. Alberto - che ci sono centinaia di giovani di Bukavu che stanno aspettando da 10 anni i documenti falsi per fuggire. Spesso consegnano molti soldi a sedicenti mediatori che poi fuggono col maltolto e non si fanno più vedere. A quel punto, i ragazzi si sono messi in situazione di non ritorno: tagliati da ogni legame con la famiglia e la loro terra, non possono più ritornare a Bukavu. Ma non possono neanche proseguire. Così vivono nella disperazione".
Secondo un altro racconto, un giovane era presentato al campo profughi di Bujumbura. "Solo per poter entrare nel campo - spiega il missionario - gli avevano chiesto mille dollari. Allora ha chiesto al responsabile del campo quanto tempo avrebbe dovuto vivere nel campo prima di andare in America. Gli ha risposto che prima di lui c’erano duemila persone , ma se portava 10.000 dollari sarebbe partito dopo 15 giorni". Davanti a quella risposta gli è venuto meno ogni desiderio di lasciare il Congo pensando che con 10.000 dollari poteva fare qualcosa di buono rimanendo in patria.
"Dalla Repubblica democratica del Congo – conclude amaro p. Rovelli - non si portano via solo i minerali, senza nemmeno pagare le tasse. Ora si ruba anche la gioventù".
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ASIA/TERRA SANTA - I Vescovi del “Coordinamento”: tagli a risorse umanitarie aumentano la miseria in Palestina

Agencia FIDES - 18 January, 2019 - 05:22
Gerusalemme – La condizione di “miseria” in cui vivono le popolazioni palestinesi nei territori occupati da Israele “è stata aggravata da tagli drastici ai finanziamenti umanitari da parte del governo statunitense”. Lo hanno constatato i Vescovi del “Coordinamento Terra Santa” che nei giorni scorsi hanno realizzato il loro tradizionale pellegrinaggio annuale nelle terre dove si è svolta la vita terrena di Cristo. Quest’anno la delegazione era formata da 15 Vescovi provenienti dall’Europa, dal Canada, dagli USA e dal Sudafrica, ed era guidata dall’inglese Declan Lang, Vescovo di Clifton e attuale Presidente del Coordinamento. “L’assistenza sanitaria, l’istruzione e altri servizi di base per i rifugiati” si legge nel comunicato finale sottoscritto dai Vescovi del Coordinamento alla fine della loro visita, “sono sempre più minacciati, aggravando così le persistenti violazioni della loro fondamentale dignità umana. Questo non può essere ignorato o tollerato”. Nel testo, i Vescovi rivolgono ai rispettivi governi la richiesta concreta di “contribuire a colmare le lacune di finanziamento che l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione si trova ad affrontare, e a raddoppiare gli sforzi per una soluzione diplomatica, con due Stati sovrani democratici di Israele e Palestina in pace”. Riguardo alla condizione delle comunità cristiane in Israele, i Vescovi del Coordinamento hanno riscontrato che “i cristiani israeliani desiderano vivere come cittadini a pieno titolo, con il riconoscimento dei loro diritti in una società plurale e democratica”, ma nel contempo, molti di loro “si trovano sistematicamente discriminati ed emarginati”.
In particolare, i Vescovi del Coordinamento Terra Santa hanno registrato le preoccupazioni diffuse in seno alle comunità cristiane locali riguardo alla legge dello Stato-Nazione approvata dal Parlamento israeliano. “I leader cristiani locali” si legge nel comunicato, pervenuto all’Agenzia Fides, “hanno segnalato che questa crea una vera e propria “base costituzionale e giuridica per la discriminazione” contro le minoranze.
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AFRICA/NIGER - Quattro mesi di prigionia per padre Maccalli: continua la sua “avventura di fede e di speranza”

Agencia FIDES - 18 January, 2019 - 05:08
Niamey – “Ieri 17 gennaio, nelle Messe nella diocesi di Niamey, tutte le comunità di fedeli hanno ricordato i 4 mesi dal rapimento di padre Gigi Maccalli. Abbiamo anche ricordato e pregato a 4 anni dall'incendio di chiese e templi cristiani a Zinder e a Niamey, avvenuto il 16 e 17 gennaio 2015, dopo le manifestazioni di sostegno per l'uccisione dei giornalisti di Charlie Ebdo in Francia”: lo scrive all’Agenzia Fides padre Vito Girotto della Società per le Missioni Africane , missionario a Niamey.
“Durante l'offertorio della Messa di ieri – continua il missionario – è stata presentata una grande croce che ricorda quella che p. Gigi sta portando nella sua dolorosa esperienza di prigionia. Abbiamo presentato 4 candele accese per ricordare i quattro mesi in cui il nostro confratello vive la sua avventura di fede e di speranza unita alla nostra. Il pane e il vino, che vengono benedetti per la Messa, hanno simboleggiato il sacrificio che Gigi vive, celebrando l'offerta della sua vita che invochiamo sia presto libera”. P. Girotto riferisce: “Ho notato con gioia che quasi tutti i fedeli hanno imparato a memoria la preghiera per la sua liberazione che ripetiamo in modo incessante da 122 giorni, nella speranza che il Signore ci ascolti e protegga il nostro confratello”, conclude il missionario.

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ASIA/SRI LANKA - Ricominciare una vita dopo la guerra: il contributo della Caritas alle famiglie di espatriati

Agencia FIDES - 18 January, 2019 - 04:43
Colombo – La Caritas Sri Lanka si impegna ad aiutare i rifugiati bellici che si erano rifugiati in India, offrendo loro opportunità di ricominciare una vita. Dopo la fine della guerra del 2009, infatti, molte famiglie che si erano rifugiate all'estero, in paesi come l'India, hanno deciso di tornare a casa. “Tuttavia per loro il viaggio verso lo Sri Lanka non è stato facile per diverse ragioni” ha spiegato a Fides p. Mahendra Gunatilleke, Direttore nazionale della Caritas Sri Lanka. Tra le famiglie fuggite nell'India meridionale durante il conflitto civile in Sri Lanka, nei primi anni ‘90 e negli anni successivi, molte ora stanno tornando alle loro case e hanno bisogno di essere assistite per ricominciare la loro vita.
Comprendendo le difficoltà che affrontano queste famiglie, la Caritas Sri Lanka ha avviato un progetto per sostenere le famiglie di rimpatriati, grazia all'assistenza finanziaria di Caritas Giappone. Nell'ambito del progetto, la Caritas faciliterà le famiglie per ottenere i documenti personali necessari, come certificati di nascita e di morte, certificati di matrimonio, atti fondiari e documenti correlati, documenti di cittadinanza e certificati scolastici. Attraverso questi interventi, la Caritas aiuta a reintegrare le famiglie rimpatriate nella società, recuperando la situazione e i presupposti essenziali della cittadinanza.
Inoltre, informa il Direttore, “a un certo numero di persone verrà fornito un sussidio di sussistenza per avviare o espandere le attività di produzione di reddito. Prima delle sovvenzioni, le famiglie avranno una formazione per sviluppare capacità e abilità professionali per perseguire in modo sistematico le loro attività di sostentamento”. Si tratta di “un servizio di aiuto alla persona e alla famiglia in senso ampio, compiuto con stile di prossimità e di servizio cristiano”, rileva p. Mahendra. Un totale di 150 famiglie sono assistite per ottenere documenti legali mentre altre 20 saranno sostenute con progetti che intendono accompagnare sulla strada dell’auto sostentamento. Il progetto è stato implementato in tre diocesi: Mannar, Trincomalee e Jaffna e nel 2019 è nella prima fase dell'attuazione.
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ASIA/TAIWAN - Venerazione degli antenati e valore dell’unità familiare alla base del Capodanno lunare

Agencia FIDES - 18 January, 2019 - 04:25
Taipei - La Cina, come altri paesi dell’estremo Oriente, segue il calendario lunare, a partire quest’anno dal 5 febbraio. “La festa inizia con la vigilia dell’anno nuovo – dice a Fides il missionario camilliano a Taiwan p. Giuseppe Didone -, quando una grande quantità di vivande viene posta davanti all’altare degli antenati, perché ‘mangino prima loro’. Poi, alla sera, con le vivande tolte dall’altare degli antenati, comincia la grande cena della famiglia riunita. Tutti i membri ritornano a casa, anche quelli che lavorano molto lontano. In questo giorno le autostrade sono intasate dalle macchine di quanti stanno tornando a casa per la festa. A mezzanotte, dopo l’arrivo del nuovo anno, o al mattino presto, si fanno scoppiare petardi e i bambini ricevono delle buste rosse dai loro genitori, come segno augurale di abbondanza e di felicità. Una grande scritta in rosso, ‘Primavera’ , annuncia l’arrivo della nuova stagione, che inizia con il nuovo anno”.
Il missionario evidenzia che i festeggiamenti, con nove giorni di vacanza, ruotano intorno a due concetti importantissimi e molto radicati nella cultura cinese, il primo dei quali è la venerazione per gli antenati, a cui viene offerto l’incenso. Anche la Chiesa cattolica partecipa a questo rito, che si svolge in forma solenne dopo la Messa del primo giorno dell’anno nuovo cinese e in altre festività rilevanti durante l’anno. Il secondo aspetto è il grande valore dato all’unione familiare. Alla vigilia dell'anno nuovo, prima di cominciare il cenone, i cinesi venerano le loro divinità, il mattino presto del primo giorno dell'anno nuovo venerano gli antenati e poi cominciano a scambiarsi gli auguri di buon anno.
“Anche i cristiani cinesi aspettano con gioia l'arrivo dell'Anno Nuovo - racconta a Fides p. Didone -. Però mentre la gente comune si affanna per comperare vestiti nuovi, macchina nuova, casa nuova, secondo il detto cinese di rinnovare in questa circostanza le cose vecchie, noi insistiamo molto sul rinnovamento spirituale, che è il più importante”.
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AFRICA/KENYA - Attentato a Nairobi: la solidarietà della Conferenza Episcopale alle vittime

Agencia FIDES - 18 January, 2019 - 04:04
Nairobi - La Conferenza Episcopale del Kenya esprime le sue condoglianze per le vittime dell’assalto terroristico al DusitD2 Hotel di Nairobi, nel corso del quale sono rimasti uccisi 20 civili, un poliziotto e 5 attentatori. “Come Vescovi, siamo rattristati dal fatto che giovani uomini e donne abbiano raggiunto il punto di credere che uccidere persone innocenti sia una buona cosa” afferma Sua Ecc. Mons. Philip Anyolo Vescovo di Homabay e Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Kenya , in un messaggio inviato all’Agenzia Fides.
Mons. Anyolo loda “gli sforzi e la rapida risposta dei volontari e degli operatori sanitari nel fornire assistenza medica di primo soccorso per salvare la vita alle persone ferite e quei cittadini che hanno diffuso messaggi di speranza sui social media ed hanno risposto in modo massiccio alle richieste di donazioni di sangue”. “Come Chiesa cattolica, apprezziamo le nostre parrocchie situate vicino alla scena dell'incidente, la Holy Trinity-Kileleshwa, quella di St. Austin e il Santuario della Consolata, che hanno mobilitato i fedeli per offrire cibo, bibite e acqua alle squadre di soccorso”. Mons. Anyolo conclude lanciando un appello all’unità nazionale, chiedendo a tutti di respingere ogni forma di divisione etnica, politica, religiosa e di genere.
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AMERICA/COLOMBIA - I Vescovi: “rifiuto totale di qualsiasi forma di terrorismo e di violenza”

Agencia FIDES - 18 January, 2019 - 03:53
Bogotà - La Conferenza Episcopale della Colombia respinge decisamente il recente atto terroristico verificatosi presso la Scuola nazionale di polizia “Generale Santander”, a Bogotá, che ha causato 21 morti e almeno 68 feriti, secondo gli ultimi aggiornamenti. "Ripudio totale di ogni forma di terrorismo e di violenza. Piangiamo e continuiamo a cercare la pace attraverso il dialogo, la riconciliazione e la giustizia sociale. Solidarietà alla polizia nazionale e alle famiglie delle vittime": questi i sentimenti espressi dall’Arcivescovo di Villavicencio, Oscar Urbina Ortega, Presidente della CEC, in una nota pervenuta all’Agenzia Fides.
Secondo le informazioni diffuse dalle autorità colombiane e dai media locali, ieri mattina un uomo, José Aldemar Rojas Rodriguez, si è presentato all'ingresso della Scuola di polizia, dove si svolgeva una cerimonia per la decorazione di ufficiali e cadetti, alla guida di un furgone imbottito di esplosivo. Un cane addestrato al rilevamento di sostanze esplosive ha avvertito qualcosa di sospetto, e gli agenti hanno chiesto all’autista di scendere, ma questi all'improvviso ha accelerato, travolgendo un agente e facendo schiantando il veicolo, che è esploso, contro un edificio interno al compound.
Il Segretario generale della CEC, Mons. Elkin Fernando Álvarez Botero, Vescovo ausiliare di Medellin, ha invitato tutti i colombiani a “circondare di solidarietà la polizia nazionale e l'intero paese”. “L’appello della Chiesa è di unirsi in un progetto di pace per il paese e per combattere il terrorismo. Ciò significa un totale ripudio e la consapevolezza che le forme di violenza non risolvono nulla", ha affermato. Il Presule ha invitato i cattolici a moltiplicare le loro preghiere affinché si possano intravedere con serenità e tranquillità le vie per raggiungere la pace. "Siamo costernati e offriamo le nostre preghiere per le vittime e l'intero paese. Il terrorismo è una via verso la morte, l'orrore, la distruzione. Non si ottiene nulla con la violenza e le azioni terroristiche" ha ribadito. L'attentato è stato unanimemente condannato, a livello nazionale e internazionale.
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AFRICA/ZIMBABWE - “Ricostruiamo la speranza per un futuro migliore”: appello dei Vescovi al dialogo

Agencia FIDES - 18 January, 2019 - 03:33
Harare - Occorre tornare allo spirito del novembre 2017 quando prevalevano le speranze per un futuro migliore. È il senso della Lettera pastorale dei Vescovi dello Zimbabwe, inviata all’Agenzia Fides, sui drammatici avvenimenti che stanno scuotendo il Paese, dopo l’annuncio del governo dell’aumento dei prezzi del carburante. I Vescovi precisano di non avere pubblicato alcuna dichiarazione precedente, smentendo quella pubblicata nei giorni scorsi dalla stampa locale . “Siamo costernati che abbiano abusato del nostro nome in questo modo” affermano.
Nel novembre 2017 un pronunciamento militare depose l’ex Presidente Robert Mugabe. Da allora il Paese è governato da Emmerson Mnangagwa, che aveva assunto la carica di Capo dello Stato ad interim dopo le dimissioni di Mugabe per poi essere eletto nelle elezioni del 30 luglio 2018. La campagna elettorale e il periodo successivo al voto sono stati contraddistinti da tensioni e violenze, come ricordano i Vescovi, che si dicono preoccupati del “risorgere della polarizzazione politica e sociale prima, durante e dopo l'ennesima contestata elezione nazionale tenutasi il 30 luglio 2018, culminata nella violenta agitazione del 1° agosto 2018, durante la quale almeno 6 civili sono stati uccisi, molti altri feriti e diverse proprietà distrutte”.
I Vescovi affermano di “assistere con tristezza e preoccupazione alla dissoluzione della speranza per una nazione unita e ad un futuro promettente, quando i nostri politici non hanno colto l'unità tangibile e la buona volontà che regnava tra gli zimbabwiani durante e immediatamente dopo gli eventi politici di novembre 2017”.
“Abbiamo anche assistito con tristezza e preoccupazione alla reazione frammentaria e istintiva del governo all’aggravamento della situazione economica, esemplificato dall'imposizione unilaterale della tassa del 2% sul principale sistema di trasferimento usato nel Paese e dal forte aumento dei prezzi del carburante del 12 gennaio 2019, che è la causa diretta delle manifestazioni violente e delle rivolte che hanno portato alla chiusura completa delle principali città e dei centri commerciali rurali dello Zimbabwe” prosegue il documento.
I Vescovi concludono lanciando un appello al governo perché “desista dalla pesante repressione del dissenso e dalla negazione del diritto della popolazione di esprimere le proprie lagnanze, compreso il blocco ai social media imposto il 15 gennaio”, perché i cittadini “rivendichino i diritti costituzionali in modo pacifico e nonviolento”.
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VATICANO - "Tutta la Chiesa, tutte le Chiese per tutto il mondo": verso il Mese Missionario Straordinario

Agencia FIDES - 17 January, 2019 - 06:19
Città del Vaticano - "Tutta la Chiesa, tutte le Chiese per tutto il mondo": questa frase del beato Paolo Manna, Pime, di cui ricorreva la memoria liturgica il 16 gennaio, ha ispirato la Giornata di spiritualità delle Pontificie Opere Missionarie, organizzata al "Centro Internazionale di Animazione Missionaria" , fondato da Papa Paolo VI e intitolato proprio al beato Manna. La giornata era organizzata in vista e in preparazione al Mese Missionario Straordinario dell'Ottobre 2019, proclamato in occasione del centenario della Lettera Apostolica "Maximum Illud" di Papa Benedetto XV, sul tema “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”. Vi hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente delle Pontificie Opere Missionarie, l'Arcivescovo Giampietro Dal Toso, e i quattro Segretari Generali delle Pontificie Opere Missionarie .
"Non c'è una sola Chiesa che è missionaria, tutte lo sono e vanno animate alla consapevolezza missionaria", ha osservato p. Fabrizio Meroni, Pime, Segretario Generale delle Pontificia Unione Missionaria. P. Meroni ha rimarcato che "per la missione occorre mettere al centro la questione del rapporto della fede con il mondo: la radice della missione è la fede, il dono della fede per la salvezza del mondo".
Data questa premessa, gli strumenti presentati per l'animazione delle comunità dei battezzati, in vista del Mese Missionario Straordinario dell'Ottobre 2019 "sono strumenti di sinodalità", ha detto: si tratta essenzialmente del sito Internet http://www.october2019.va/ dove si trovano materiale, news e approfondimenti sul Mese indetto dal Papa.
Qui si può scaricare la "Guida per il Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019", che sarà edita anche in versione cartacea. Si tratta di un sussidio realizzato su iniziativa della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e delle Pontificie Opere Missionarie, che raccoglie i contributi provenienti da cristiani di tutto il mondo ed è rivolto ai cristiani di tutto il mondo. In tal modo, ha ribadito l'Arcivescovo Dal Toso, le POM "mantengono vivo lo spirito missionario nella Chiesa attraverso l'animazione e la formazione missionaria". Esse sono, ha ricordato, “una rete mondiale al servizio del Papa per sostenere la missione e le giovani Chiese con preghiera e carità”.
Scopo della Guida è servire le singole diocesi nei loro bisogni di formazione e animazione missionaria, preparando i fedeli a vivere il Mese Missionario Straordinario. Il testo servirà a ispirare la creatività delle Chiese locali e dei loro cristiani nell’affrontare le sfide inerenti all’evangelizzazione a partire dalla missio ad gentes e dal proprio contesto.
Le parti di cui la Guida si compone corrispondono alle dimensioni spirituali indicate dal Papa: l’incontro personale con Gesù Cristo vivo nella Chiesa; la testimonianza di santi e martiri della missione; la formazione catechetica alla missione e la carità missionaria. Il testo è pubblicato in inglese, italiano, francese, spagnolo e portoghese.
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ASIA/SIRIA - Torna al villaggio siriano di Maalula l’icona della “Cena misteriosa”

Agencia FIDES - 17 January, 2019 - 05:45
Maalula – Una copia dell'icona della Cena misteriosa - trafugata dal santuario di San Sergio e Bacco a Maalula nel 2014 quando il villaggio siriano era occupato dai jihadisti di al-Nusra – è stata ricollocata sull’antico altare. L’iniziativa di far dipingere e riportare a Maalula un copia fedele dell’icona è stata ispirata e portata a compimento grazie alla collaborazione che ha coinvolto la Ong Perigeo, l’Istituto Zaccaria dei Padri Barnabiti di Milano e il Centro d'Ateneo per la solidarietà internazionale dell’Università cattolica del Sacro Cuore. L’icona - simbolo, spiegano gli artefici dell’iniziativa in un comunicato inviato all’Agenzia Fides, “torna a riunire la comunità cristiana siriana, per testimoniare che la violenza del terrorismo non può che rafforzare l'identità di chi crede in una convivenza pacifica”.
Durante la loro visita in Siria, i responsabili delle istituzioni coinvolte nell’iniziativa hanno anche consegnato una riproduzione della Madonna della Provvidenza, donata dai Padri Barnabiti a Mar Ignatios Aphrem II, Patriarca della Chiesa sira ortodossa, insieme a alcuni contributi per iniziative e progetti a sostegno di gruppi di giovani a Damasco, Maalula e Aleppo. La delegazione ha potuto visitare anche la città di Homs, e ha preso contatti anche per avviare una serie di attività a favore del popolo siriano, “che chiede riconoscimento e attenzione” in una fase delicata, connotata dall’esigenza di sostenere la ricostruzione e la riconciliazione nazionale dopo gli anni devastanti del conflitto.
Maalula, 55 km a nord est di Damasco, nota in tutto il mondo per essere uno dei posti in cui si parla ancora l'aramaico, la lingua di Gesù, ospita sia il monastero di Santa Tekla – sede di una comunità monastica femminile greco-ortodossa - che il santuario dedicato ai santi Sergio e Bacco, che fa capo alla Chiesa cattolica greco-melchita.
Tra il settembre 2013 e il marzo 2014, il villaggio rupestre di Maalula fu occupato dalle milizie della galassia islamista anti-Assad, in una delle fasi più intense del conflitto siriano.
Dopo la riconquista del villaggio da parte dell'esercito governativo siriano, le immagini e le descrizioni diffuse dalle fonti governative e anche dalle agenzie giornalistiche internazionali documentarono la devastazione subita dai luoghi di culto cristiani durante i mesi di occupazione da parte delle milizie jihadiste. In particolare, danni gravi furono inflitti proprio al santuario greco-melchita, dove la chiesa era stata devastata, oggetti religiosi, immagini e libri sacri erano stati danneggiati, ed erano scomparse sia le icone conservate nella sacrestia che le campane, insieme alla croce che sormontava la cupola del convento.
Il santuario di Mar Sarkis , fu fondato alla fine del V secolo ed è dedicato ai santi Sergio e Bacco, militari romani martirizzati per la loro fede sotto l'Imperatore Galerio. . Sull’altura che sovrasta il santuario c'è l' Hotel Safir, un albergo che dominava il villaggio e che era stato scelto come quartier generale dalle milizie ribelli.
Prima di venire travolto dalla guerra civile, nel villaggio rupestre di Maalula vivevano 5mila siriani, in grande maggioranza cristiani .
Nell’icona originale della Cena Misteriosa . .
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